Il Metodo Validation

1.5.07

La riunione settimanale del Gruppo Validation

Il gruppo Validation

Un’esperienza speciale, per tutti, disorientati e operatori, che si ripete ogni settimana.
Sei o sette persone anziane disorientate, che si trovano per lo più nel secondo stadio, un collaboratore e un conduttore. Una stanza, sempre la stessa e un ripetersi di eventi, sempre gli stessi.
Il saluto del presidente; il canto iniziale diretto dal responsabile dei canti; la conversazione su di un tema, con l’aiuto del consigliere; gli esercizi diretti dal responsabile dell’attività; l’aperitivo, offerto dalla padrona di casa …

Non è il ricordo cognitivo quello che fa star bene le persone anziane disorientate che vi partecipano, non riescono certo a ricordare da un lunedì all’altro ciò che succede: “ma dove stiamo andando?” è la frase più comune mentre ci rechiamo nella stanza della riunione.
Ma c’è qualcosa che si imprime profondamente nella loro memoria emotiva: “ah che bello a me piaceva venire qui!” oppure “sono stata proprio bene!” “vi auguro di ritrovarci ancora!”.

Innanzitutto si tratta di un rito, ricco di calore umano. E’ come il pranzo dalla nonna alla domenica.
La ripetitività dei gesti sempre uguali fa sentire dentro con forza i nuovi punti di riferimento (tanto minacciati nella demenza).
E’ poi un momento dove si ritrova il piacere di essere qualcuno; ciascuno ha un ruolo (ben studiato su quella persona specifica) e lo svolge a favore degli altri, con tanta soddisfazione.
Non è facile immaginare di cosa sia capace la consigliera quando viene richiesto il suo parere sui grandi argomenti della vita, la saggezza che sempre ne esce! O quanto faccia bene a queste persone tornare a cantare come facevano un tempo, quando “si era tanto stanchi ma sempre contenti” “ cantare apre il cuore!”. E che dire delle parole e del tono del presidente che apre e chiude la riunione.
E ancora si condividono i problemi, si trovano le soluzioni, si costruiscono amicizie, ci si può sfogare, anche piangere.

Carl Rogers sosteneva che il gruppo possiede la capacità di autoguarigione.
Non è inesatto pensarlo anche a proposito del gruppo Validation. Non si guarisce dalla malattia, ma dall’isolamento, dalla tristezza, dalla paura, dalla noia, questo sì.

Non è una passeggiata per il conduttore, che si trova a dover seguire con concentrazione vari pensieri a volte non collegati, a dover cogliere al volo una frase importante, a dar spazio a chi tende a stare in disparte e a contenere gli esuberanti, a ritornare al gruppo le cose più importanti senza mai tralasciare la loro autostima. E’ davvero necessaria una buona formazione di base ed è molto d’aiuto un collaboratore capace. Detto ciò però può capitare di assistere a riunioni che si svolgono con tale scioltezza da lasciare a bocca aperta, là dove gli anziani agiscono con spontaneità e autonomia. Questo succede soprattutto dopo un po’ di tempo, si raccolgono i frutti, come dire, di una straordinaria esperienza.

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