Anche quest'anno al Congresso Nazionale
Anche quest'anno abbiamo proposto al Congresso Nazionale un lavoro secondo noi significativo fatto col contributo del Metodo Validation. Vi proponiamo l'abstract della comunicazione orale che andremo a fare il 4 dicembre al Corso di Riabilitazione.
DEMENZA VASCOLARE: UN CASO CLINICO GESTITO COL CONTRIBUTO DEL METODO VALIDATION®
C. Siviero, E. Mazza, A. Cerri
Fondazione Castellini onlus, Melegnano (Mi)
Scopo: ci proponiamo di comunicare un’esperienza, che riteniamo significativa, accorsa nella nostra Fondazione dall’aprile 2007 a tutt’oggi. Una paziente di età molto avanzata, affetta da demenza vascolare, è stata seguita da un’ equipè composta da alcuni operatori validation di 1° e 2° livello, in un ambiente protetto, in cui tutto il personale aveva comunque una formazione validation di base (3). Di fatto la paziente ha usufruito di un atteggiamento convalidante da parte del personale in generale, di incontri validation specifici (2) e della relazione con altri anziani affetti da demenza in sedute di gruppo (1). Nella quotidianità della paziente sono intervenute inoltre altre risorse acquisite precedentemente dall’ equipè. Va anche detto che senz’altro un contributo fondamentale all’ottenimento dei risultati è stato dato dalla gestione farmacologia. Si consideri infine la collaborazione positiva dei familiari che hanno partecipato agli incontri validation e ne hanno beneficiato nel migliorare il rapporto con la paziente e con l’equipè.
Il caso clinico: la signora B. J. affetta da demenza vascolare, di anni 88, vedova da circa 20 anni, un figlio deceduto in giovane età, fino al ricovero nella RSA della nostra Fondazione ha vissuto da sola. Ha lavorato come maestra elementare ed è sempre stata una donna molto impegnata in politica, di grande cultura, autoritaria e indipendente. All’ingresso sono già presenti deficit cognitivi moderati associati a disturbi del comportamento quali agitazione psicomotoria, deliri, disinibizione, irritabilità, depressione. Dapprima inserita in un nucleo di RSA, viene poi trasferita nel Nucleo Alzheimer per peggioramento dei disturbi del comportamento. Un operatore validation si è comunque occupato della paziente fin dal ricovero. Dal gennaio 2008 la signora viene inserita in un gruppo di anziani che si riuniscono una volta alla settimana con un conduttore validation. All’interno di tale gruppo tutti i partecipanti hanno un ruolo e la signora è la “Presidentessa”, colei che apre, chiude la riunione e contribuisce alla scelta del tema del giorno. Strumenti di verifica dell’efficacia del metodo: MMSE, UCLA, CDR, BARTHEL. Risultati




Situazione attuale:
-abilità funzionali mantenute, dipendenza parziale nelle attività di vita quotidiana,
-disturbi comportamentali nettamente diminuiti e gestibili,
-buona la relazione con gli operatori e con gli altri pazienti,
-coinvolgimento nelle attività di nucleo e in quelle di animazione che abbiano contenuti culturali.
Conclusione: si è potuto constatare un significativo miglioramento dei disturbi caratteristici di questa patologia, come è possibile osservare dal grafico del test UCLA, notoriamente evolutiva in senso peggiorativo, conseguente al passaggio dal reparto di RSA al Nucleo Alzheimer, in cui il Metodo Validation è applicato costantemente ed integralmente come strumento di lavoro.
Bibliografia: 1) Feil N. Group Therapy in a Home for the Aged, The Gerontologist 7, 192-195, (1967). 2) Feil N. Validation il Metodo Feil, Minerva Edizioni (2008). 3) Morton I. La persona con demenza, Erikson Edizioni (2004)
DEMENZA VASCOLARE: UN CASO CLINICO GESTITO COL CONTRIBUTO DEL METODO VALIDATION®
C. Siviero, E. Mazza, A. Cerri
Fondazione Castellini onlus, Melegnano (Mi)
Scopo: ci proponiamo di comunicare un’esperienza, che riteniamo significativa, accorsa nella nostra Fondazione dall’aprile 2007 a tutt’oggi. Una paziente di età molto avanzata, affetta da demenza vascolare, è stata seguita da un’ equipè composta da alcuni operatori validation di 1° e 2° livello, in un ambiente protetto, in cui tutto il personale aveva comunque una formazione validation di base (3). Di fatto la paziente ha usufruito di un atteggiamento convalidante da parte del personale in generale, di incontri validation specifici (2) e della relazione con altri anziani affetti da demenza in sedute di gruppo (1). Nella quotidianità della paziente sono intervenute inoltre altre risorse acquisite precedentemente dall’ equipè. Va anche detto che senz’altro un contributo fondamentale all’ottenimento dei risultati è stato dato dalla gestione farmacologia. Si consideri infine la collaborazione positiva dei familiari che hanno partecipato agli incontri validation e ne hanno beneficiato nel migliorare il rapporto con la paziente e con l’equipè.
Il caso clinico: la signora B. J. affetta da demenza vascolare, di anni 88, vedova da circa 20 anni, un figlio deceduto in giovane età, fino al ricovero nella RSA della nostra Fondazione ha vissuto da sola. Ha lavorato come maestra elementare ed è sempre stata una donna molto impegnata in politica, di grande cultura, autoritaria e indipendente. All’ingresso sono già presenti deficit cognitivi moderati associati a disturbi del comportamento quali agitazione psicomotoria, deliri, disinibizione, irritabilità, depressione. Dapprima inserita in un nucleo di RSA, viene poi trasferita nel Nucleo Alzheimer per peggioramento dei disturbi del comportamento. Un operatore validation si è comunque occupato della paziente fin dal ricovero. Dal gennaio 2008 la signora viene inserita in un gruppo di anziani che si riuniscono una volta alla settimana con un conduttore validation. All’interno di tale gruppo tutti i partecipanti hanno un ruolo e la signora è la “Presidentessa”, colei che apre, chiude la riunione e contribuisce alla scelta del tema del giorno. Strumenti di verifica dell’efficacia del metodo: MMSE, UCLA, CDR, BARTHEL. Risultati




Situazione attuale:
-abilità funzionali mantenute, dipendenza parziale nelle attività di vita quotidiana,
-disturbi comportamentali nettamente diminuiti e gestibili,
-buona la relazione con gli operatori e con gli altri pazienti,
-coinvolgimento nelle attività di nucleo e in quelle di animazione che abbiano contenuti culturali.
Conclusione: si è potuto constatare un significativo miglioramento dei disturbi caratteristici di questa patologia, come è possibile osservare dal grafico del test UCLA, notoriamente evolutiva in senso peggiorativo, conseguente al passaggio dal reparto di RSA al Nucleo Alzheimer, in cui il Metodo Validation è applicato costantemente ed integralmente come strumento di lavoro.
Bibliografia: 1) Feil N. Group Therapy in a Home for the Aged, The Gerontologist 7, 192-195, (1967). 2) Feil N. Validation il Metodo Feil, Minerva Edizioni (2008). 3) Morton I. La persona con demenza, Erikson Edizioni (2004)
Etichette: anziani, Cinzia Siviero, disorientamento, disturbi comportamentali, gruppo Validation, Metodo Validation, naomi feil
